Al Giffoni Film Festival Alex Giordano racconta l’impresa 4.0

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Il 22 luglio, al GIFFONI FILM FESTIVAL, arriva: Ecosistema Nazionale Impresa 4.0: Dai Competence Center ai Punti Impresa Digitale, è possibile un approccio mediterraneo? Una MASTERCLASS con Leopoldo Angrisani, Direttore CESMA, Raffaele De Sio, Direttore generale CCIAA di Salerno e Alex Giordano, Direttore scientifico progetto SOCIETING 4.0 e coordinatore del progetto PIDMED

Nel 1987 il premio Nobel per l’economia Robert Solow pronunciava, in un’occasione famosa, le parole: ‘vediamo i computer ovunque, tranne nelle statistiche sulla produttività. Oggi possiamo dire la stessa cosa riguardo alle tecnologie digitali, le vediamo ovunque, nelle mani delle persone, nelle politiche pubbliche e nei discorsi sull’innovazione, tranne come fonti di crescita economica. Le nuove tecnologie comprese nel concetto di ‘industria 4.0’- Big Data, manifattura computerizzata, intelligenza artificiale e così via si diffondono rapidamente, ma allo stesso tempo siamo bloccati in un periodo di stasi economica che pare non aver fine.

Il MISE ha varato un Piano Nazionale INDUSTRIA 4.0, poi ribattezzato Impresa 4.0, che pare però poco si adatti all’ecosistema socio-economico italiano. Infatti, quando si parla di Impresa 4.0 e di tecnologie abilitanti, solitamente emerge marcatamente una “spirale tedesca”: le risultanti politiche comunitarie sono caratterizzate da persone, organizzazioni e network ispirati dalla tradizione calvinista e ciò rimanda sempre ad un modello d’innovazione tecnologica sbilanciata verso i Paesi del Nord Europa, che tiene conto soprattutto dei criteri ispirati all’efficientamento dei processi finalizzati alla massimizzazione del profitto.

Quali sono i punti di contatto tra la formulazione dell’approccio mediterraneo e le esperienze tedesche, anglosassoni, americane? Cosa realmente significa “parlare di Mediterraneo” in campo d’innovazione tecnologica?

«Il Mediterraneo è stato il primo internet della storia, il primo mezzo di comunicazione che ha messo in comune popoli e culture differenti. Lungo i confini storici delle sponde del Mediterraneo si poteva già parlare di rete e unità tra le città e i borghi situati nello spazio mediterraneo, che rappresenta anche ciò che l’ha animato e lo fa vivere tutt’ora. L’elemento unificante va ricercato nella “proiezione spaziale dei rapporti sociali”. Saranno le stesse gerarchie a ritrovarsi ad esaltare la socialità. Questo ha richiesto, e richiede anche oggi, una trasparenza e una facilità nella comprensione delle pratiche e nelle attività di sviluppo, per provare ad evitare disordini scatenati dalla vita pubblica e dalla convivenza di più civiltà. Il mind-set mediterraneo può sicuramente suggerirci una strada per governare la complessità contemporanea nei tempi della network society». (A. Giordano)

Per questo l’Università di Napoli, da poco nominata dal Ministero dello Sviluppo Economico come unico Competence Center per il Piano Impresa 4.0 del Sud Italia, ha varato il progetto SOCIETING 4.0 finalizzato a individuare un modello Mediterraneo d’innovazione.

Tra i primi progetti contemplati in SOCIETING4.0 vi è una sperimentazione fatta con UNIONCAMERE che ha il mandato dal MISE di istituire i PID (punto impresa digitale) su tutto il territorio italiano attraverso le Camere di Commercio per favorire il proliferarsi di una cultura dell’innovazione 4.0 nel tessuto economico locale. Attraverso un protocollo d’intesa che vede Unioncamere, Università di Napoli e due Camere di Commercio rappresentative del tessuto italiano come quelle di Salerno e di Caserta è partito il progetto PIDMED, un progetto di ricerca/azione che cerca di elaborare un modello mediterraneo di innovazione 4.0 partendo non solo da astrazioni teoriche ma lavorando, giorno per giorno, insieme alle imprese locali e cominciando dai loro bisogni.

L’8% delle imprese è già esperto delle tecnologie 4.0, mentre un altro 4% può fregiarsi del titolo di “campione digitale”. Ma per tanti altri imprenditori il cammino verso la digitalizzazione è ancora molto lungo. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere sulle 1.151 imprese che hanno effettuato il test di maturità digitale “SELFI 4.0”, lo strumento di autovalutazione messo a punto gratuitamente dalle Camere di commercio italiane.  

Dalla fotografia d’insieme risulta che molte aziende hanno già digitalizzato alcuni processi soprattutto attraverso il ricorso a sistemi gestionali 3.0: quasi il 40 % utilizza sistemi  ERP (Enterprise resource planning) e MES (Manufacturing execution systems). Mentre il 23% delle imprese usa sistemi di vendita on line.

Il ricorso alle tecnologie abilitanti del Piano Impresa 4.0 è ancora timido: il 6,8% delle imprese utilizza Industrial Internet e Internet of Things;  il 5% fa uso di sistemi di manifattura additiva (stampanti 3D); solo il 4,2% ricorre a soluzioni per la manifattura avanzata (es. Robot collaborativi) e il 4,1% utilizza sistemi di realtà virtuale e/o aumentata. Significativo, invece, l’uso di sistemi per la gestione e la protezione dei dati e delle informazioni : il 34,8% utilizza il cloud e il 29,4% garantisce la sicurezza delle informazioni affidandosi a sistemi di cyber sicurezza e business continuity.

Per avvicinare le MPMI alle tecnologie abilitanti, il team di lavoro del PIDMED sta attuando un approccio pragmatico ed empatico: vedendo centinaia di imprese sul territorio ma invertendo il paradigma. Non si va infatti a propagandare le tecnologie ma si parte dall’osservazione del loro lavoro al fine di identificare punti critici ed esigenze. Solo dopo si cerca di capire se e come le tecnologie possono essere l’aiuto al meglio della produzione italiana, senza far perdere loro il vantaggio competitivo che hanno nel mondo che spesso è dato da connotati di artigianalità, di autenticità, di tipicità.

 

 

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