15 ottobre: united for a Global Change
Domani 15 ottobre in 78 Stati del mondo miliardi persone scenderanno in piazza per manifestare il loro dissenso verso l’attuale sistema economico che ha messo in ginocchio l’intera economia mondiale. Non solo dunque polemiche politiche e non direttamente Made in Italy, ma l’esplosione di un movimento di rivolta che abbraccia qualsiasi lingua, cultura e nazione.
Scenderanno in piazza i cosiddetti Indignati, così come si sono definiti pochi mesi fa’ i giovani che hanno occupato Plaza del Sol a Madrid.I venti di dissenso hanno poi finito per invadere la rete permettendo di accendere un focolare rivoluzionario anche nei Paesi del Nord Africa. I social network sono stati gutilizzando come espediente principale twitter: così il tram tram mediatico si sta traducendo da #indignatos a #indignati per poi finire con #occupywallstreet a #occupybankitalia, uniti per un Global Change.
Il crollo del mercato mondiale ha dunque portato uno svilimento della forza lavoro ed un’irrefrenabile malcontento trasformato in voglia di cambiare, di rivoluzionare quello che è stato un sistema economico fallimentare. Al di là delle ideologie politiche, l’attuale situazione dimostra quanto l’impiego della rete possa essere l’espediente principale per condividere, confrontarsi ed informarsi anche lì dove i regime totalitari avevano censurato.
E’ da ritenere anche questo esempio di Social Innovation? o una semplice declinazione delle questioni sociali in chiave moderna? Come direbbe Manzoni, ai posteri l’ardua sentenza.