Digital Ethnography Week End

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Il Digital Ethnography Week End del Centro Studi Etnografia Digitale si è aperto ieri nell’incantevole cornice della Costiera Amalfitana  nel centenario della nascita di Marshall McLuhan con il seminario Do Social Media Really Change Anything?: un interessante dibattito sui social media e sul post-media a cent’anni dalla nascita del sociologo canadese che ha visto l’intervento di ospiti di eccezione del calibro di Alberto Abbruzzese, Derrick de Kerckhove, Adam Arvidsson, Alex Giordano, Alfonso Amendola, Luisa Leonini, Roberta Bartoletti e Giovanni Boccia Artieri. 

Un evento straordinario che vede  la partecipazione anche di Robert Kozinets, esperto mondiale di etnografia digitale. Nel seminario che si è tenuto stamattina presso la Mediateca Marte di Cava dei Tirreni, Kozinets ha spiegato alla sua platea il valore di questa nuova disciplina e la sua applicazione, con riferimenro a Viral Beat, unica realtà italiana che offre servizi di netnografia.  Vi lascio, quindi, al racconto di una dei partecipanti, la nostra Stefania Barina.

“Noi fermi a guardare la tecnologia cambiare; fermi e sempre più lontani dalla “comprensione” dell’Altro che nel contesto di un marketing centralizzato, di un business de-umanizzato, si chiama “consumatore”. Noi fermi mentre le tecnologie che cambiano abilitano la conversazione, la fanno scorrere attraverso le piattaforme del web, ambienti di scambio comunicativo orizzontale e cooperativo dove gli utenti diventano sia produttori che consumatori di contenuti simbolici.

Come si relaziona il management a questo cambiamento? E in questo frame di partenza, che cos’è la Netnografia?

Secondo la definizione dell’antropologo R.Kozinets la netnografia è “un’etnografia adattata alla complessità del mondo sociale contemporaneo”che sta diventando sempre più digitale, è un metodo di analisi antropologica applicato alla rete, in grado di fornire una via d’accesso privilegiata alla comprensione della “vita al tempo della cultura tecnologicamente mediata”. Nel frame, la netnografia è uno strumento per la “comprensione” del consumatore nel rispetto della sua dimensione umana, da maneggiare con sensibilità e integrità antropologiche.

Di fronte ad un management poco propenso alla “comprensione” e che si affida alla cara vecchia accumulazione delle
masse di dati, la netnografia si presenta come una tecnica che parla proprio al management per introdurlo ad una sorta di nuova consapevolezza: non più il “conosciamo le intenzioni del consumatore meglio di quanto faccia lui stesso” ma il “comprendiamo il consumatore nella sua realtà”.

Quello che Kozinets propone con la sua innovazione metodologica è un cambio di prospettiva sul marketing che riporti il
“cuore” nelle decisioni e nelle analisi e abbatta la barriera tra management e  consumatori. La sua Netnografia, dice, permette di vedere cose mai viste prima, riguarda “insight and understanding” e ha come parola chiave “partecipazione” (con gli utenti, nelle community online) piuttosto che “codificazione” e accumulazioni di parole e dati.

Nel corso del Phd Seminar condotto dal Professor Kozinets e apertosi ieri a Cava de’Tirreni, gli studenti hanno modo di snocciolare la Netnografia, analizzarla, sperimentarla, padroneggiarla, criticarla.

Per un bilancio aspettiamo la fine di questo weekend augmented”

 

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