Il libro bianco dell’innovazione sociale: feel the Innovation!

Questo articolo è stato scritto da a.marrazzo

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Interazione, innovazione e collaborazione sono i principi base della Social Innovation, sapientemente riproposti e rielaborati all’interno del testo Il libro bianco dell’innovazione sociale scritto da Robin Murray, Julie Caulier Grice e Geoff Mulgan e curato per l’edizione italiana da Alex Giordano e Adam Arvidsson.

Con un chiaro approccio realistico, dimenticando le teorie e le formule da manuale, il testo vi propone nient’altro che un’attenta e cosciente osservazione dei meccanismi odierni, filtrando il tutto con un forte senso critico volto alla praticità delle soluzioni.

Non si tratta dunque di rimpastare modelli passati e pochi affini alle attuali dinamiche socio- economiche, ma si tratta di una chiara esortazione all’impiego delle risorse di cui noi tutti siamo detentori: dalla sfida per la riduzione delle emissioni di Co2, alla lotta alla povertà fino alla salvaguardia per la salute delle persone.

Murray, Grice e Geoff dalle pagine dell’opera definiscono la Social Innovation come un fenomeno che parte dal basso, dalla società moderna virata dalla spinta dirompente della nuova generazione, fatta di giovani caparbi ed entusiasti, pronti a mettersi in gioco . La Social Innovation dunque è un fenomeno irruente e spontaneo che non impone soluzioni astratte ma nuove e concrete possibilità per il miglioramento degli obiettivi mondiali.  Dopo il crollo dei vecchi dogmi sociali , divenuti ormai obsoleti, la società mondiale si è trovata a fare i conti con una repentina decadenza dell’intero apparato socio- economico. Per effetto domino,  ciò ha portato ad un consequenziale compromissione del lineare andamento del mercato, ad un incremento vertiginoso dei costi e infine alla necessità di reinventarsi.

La sfida che lancia la Social Innovation è quella di riprendersi gli spazi e di attribuirgli nuovi segmenti di esistenza, rielaborando i vecchi modelli.

Qual è il mix vincente della Social Innovation? Prima di tutto la definizione di un modello economico che si basa sulla combinazione di un nuovo tipo di economia che mescola sapientemente elementi passati con altri innovativi, caratterizzati da un forte uso di networks ramificati per sostenere e gestire le relazioni, aiutati da ogni forma possibile di comunicazione dei confini sfuocati tra produzione e consumo. Si tratta quindi di un forte impiego delle nuove tecnologie, sia dalla crescente enfasi che si suole dare alla dimensione umana.  Da qui si delinea l’immagine di un consumatore non più passivo alle varie forme di espressione di strategie di marketing, ma un attento utente pronto a partecipare attivamente ai processi di ideazione del prodotto.  L’innovazione sociale non si propone di essere solo la nuova chiave di lettura dell’andamento economico, ma soprattutto la ridefinizione degli assetti sociali.  Un approccio fortemente basato su una stima meritevole, nuove regole per la formazione di organizzazioni e forte impiego di network, contemplando il sogno levyano.

Ed è proprio per questa forte poliedricità che è difficile andare ad intercettare un unico metodo all’interno di questa nuovo orizzonte: gli autori stessi sostengono che esistono centinaia di soluzioni per favorire l’innovazione che si concretizzano non solo con supposizioni e modi di fare, ma con effettive e concrete risoluzioni, talvolta legati alla propria cultura e altre volte rintracciabili negli immaginari collettivi altrui.

Catalogare un fenomeno così denso di sfumature sembra quasi un’impresa. Eppure i nostri autori hanno ben pensato di racchiudere le proprie osservazioni all’interno del testo ripartite in tre sezioni:

– Una prima parte chiamata “processo dell’innovazione”, nel quale vengono esposte le idee utili per lo sviluppo effettivo dell’innovazione;

– “Le istituzioni chiave” è il titolo della seconda parte in cui sono analizzati i ruoli delle organizzazioni che rendono possibile l’innovazione;

– L’ ultima parte riguarda invece un’analisi delle condizioni odierne che possano favorire o meno lo sviluppo dell’innovazione sociale.

Ed ora, non vi resta che scaricarvi il documento e di suggerirci tutte quelle esperienze di social innovation a cui avete partecipato o che avete notato in giro per l’Italia, sarà un piacere recensirle su questo blog. Feel the innovation!

 


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